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Iperplasia Prostatica Benigna
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Laser GreenLight PVP
Testimonianza
 
T. Civetta
Desidero ringraziare con tutto il cuore il dottor David Samadi. Nel mese di ottobre 2008 mi è stato dignosticato un tumore alla prostata. All'età di 43 anni non è facile gestire una notizia di questo tipo, sia sul piano fisico che sul piano psicologico. Mi sono rivolto al dottor David Samadi e dal momento che sono entrato nel suo ufficio, subito ho capito, grazie alla sua positivita` sicurezza e professionalita`, che ero nelle mani giuste.

Il giorno 18 dicembre 2008 mi è stata realizzata una prostactomia robotica. Sono stato operato la mattina ed il giorno dopo sono potuto già tornare a casa. Le cicatrici erano limitate e durante la convalescenza non ho nessun tipo di infezione e non ho sofferto di nessun effetto collaterale.

T. Civetta
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IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA

Iperplasia Prostatica BenignaQuasi la metà degli uomini oltre i 55 anni svilupperà una condizione chiamata iperplasia prostatica benigna (IPB).

Se sei un uomo oltre i 55 anni e hai un flusso urinario debole o interrotto, spiacevoli perdite dopo aver urinato, o un inesplicabile sensazione di non poter smettere di urinare, devi sapere che questi sono tutti sintomi di un ingrossamento della prostata. Le terminologie mediche sono iperplasia prostatica benigna, IPB, e ipertrofia prostatica benigna.

Fortunatamente, l’IPB non è una forma cancerosa dell’allargamento della prostata (una piccola ghiandola della grandezza di una noce che circonde l’uretra dell'uomo e produce un fluido presente nello sperma. Con l’invecchiamento, la prostata aumenta progressivamente di volume, e provoca una restrizione dell'uretra che ostacola il flusso di urina.

L’ostruzione può essere la ragione dei tuoi sintomi. A mano a mano che la prostata si allarga, essa comprime l'uretra, provocando la difficoltà nell’urinare, un rallentamento del flusso dell’urina, l'urgenza o frequente necessità di urinare, nonché le perdite sovracitate. Un’altro sintomo è la ritenzione delle urine, che indebolisce i muscoli della vescica e ne aumenta il rischio di sviluppare sia  ITU (infezioni del tratto urinario) sia calcoli renali. Nei casi di grave BPH, l'urina può rimanere trattenuta e causare danni ai reni o blocare del tutto l’eliminazione delle urine, una situazione che richiede immediato intervento medico.

L’iperplasia prostatica benigna (IPB) può anche avere un’impatto sulla funzione sessuale. Può avere come effetto orgasmi dolorosi, la riduzione della capacità sessuale o l’impotenza. La gravità dei sintomi varia a seconda del paziente e con il passare del tempo.

Nella maggior parte degli uomini, l’IPB non si manifesta che con poco più di un lieve o moderato fastidio. Purtroppo per altri arriva a costituire un handicap della qualità e dello stile di vita. L’iperplasia prostatica benigna è una condizione abbastanza comune negli uomini di una certa età. Da ricerche fatte dall’Associazione di Urologia Americana emerge che il 50% degli uomini è destinato a soffrire di IPB verso i 60 anni di età, e il 90% ne sarà affetto verso gli 80. Ed anche se l’IPB non provoca il cancro della prostata, i due fenomeni possono essere associati.

Le cause precise della IPB o iperplasia prostatica benigna non sono chiare

Nonostante i progressi nella ricerca, le origini dell’iperplasia prostatica benigna devono ancora essere chiarite. Numerosi studi hanno recentemente indicato che essa può essere il risultato di mutamenti ormonali che si verificano in seguito al processo di invecchiamento. Un’altra teoria collega l’IPB al fatto che a mano a mano che l’uomo invecchia, la quantità di testosterone nel sangue diminuisce costantemente, lasciando dietro di sé una maggiore concentrazione di estrogeni nel sangue. La maggiore concentrazione di estrogeni può influire sulla crescita delle cellule all'interno della prostata. Un’altro cambiamento ormonale comporta la produzione di DHT (deidrotesterone), un prodotto terzo del testosterone. Se i livelli di deidrotesterone si accumulano nella prostata si può verificare una proliferazione delle cellule prostatiche.

Ovviamente si tratta solo di teorie, ed attualmente l’invecchiamento è l’unico fattore di rischio identificabile nello sviluppo dell’IPB. L’iperplasia porstatica begnina è senza dubbio la più comune malattia dell’invecchiamento maschile – specialmente oltre la soglia dei 55 anni. È inoltre opportuno notare che i sintomi del cancro alla prostata sono abbastanza simili a quelli dei sintomi della iperplasia prostatica benigna. Tuttavia, non è stato provato che l’IPB sia un precursore dello sviluppo  del cancro alla prostata.

Si sa che l’iperplasia prostatica benigna (IPB) non è solamente un fenomeno di sviluppo eccessivo di cellule nella prostata. Si sa inoltre che nonostante esistano trattamenti efficaci, non esiste alcuna "cura" per l’iperplasia prostatica benigna e che, una volta diagnositcata, un intervento medico è l’unico mezzo per eliminarla. La crescita della prostata caratterizzata dal fenomeno è dovuta a fattori ormonali, si verifica sia nei tessuti muscolari che ghiandolari, e colpisce ogni individuo in maniera differente. I trattamenti variano a seconda del paziente e dipendono da quanto la prostata si è ingrossata. In un tipo di IPB, le cellule si sviluppano intorno all'uretra e la comprimono, proprio come se schiacciassero una cannuccia. L’altro tipo di IPB si verifica nei lobi medi, in cui le cellule si sviluppano nell'uretra e la zona di uscita della vescica. Solitamente, questo tipo di IPB richiede una soluzione chirurgica.

Le opzioni di trattamento dell’IPB variano dalla terapia farmacologica all’intervento chirurgico

In ogni caso, l'obiettivo del trattamento sarà di migliorare sensibilmente il flusso urinario e in particolare di ridurre qualunque sintomo debilitante di IPB sia stato avvertito. Idealmente, il trattamento contribuirà inoltre a ritardare o impedire la progressione costante dell’iperplasia prostatica benigna. Nel caso in cui i sintomi siano relativamente lievi e non influiscano sulla qualità della vita, oppure nel caso di sensibilità ai farmaci, o se la chirurgia presenta un rischio, un trattamento strategico noto come "watchful waiting" (“attesa e osservazione”) potrebbe essere indicato. Vale a dire, un’osservazione attenta della progressione della crescita combinata con cambiamenti nello stile di vita finalizzati a ridurre tale progressione al minimo. Se si opta per "watchful waiting,” si dovranno stabilire visite regolari in modo da poter analizzare e notificare qualsiasi sintomo intollerabile dovuto all’IPB. Se si verificano sintomi  di disagio – e se tali sintomi colpiscono il livello di attività e stile di vita, o mettono in pericolo la salute – altre opzioni di trattamento possono essere indicate.

La terapia farmacologica può anche essere usata per alleviare i sintomi minori di IPB.
I cosiddetti "bloccanti Alfa" possono essere impiegati per ridurre sia il volume di un allargamento della ghiandola prostatica o rallentare il tasso di crescita della prostata. I farmaci usati per trattare l’iperplasia prostatica benigna comprendono includono gli inibitori di enzimi Alpha 5 quali dutasteride (Avodart) o finasterinde (Proscar) nonché gli standard "Alfa-bloccanti," come doxazosina (Cardura) e tamsulosina (Flomax).

Tuttavia, se la terapia farmacologica non fornisce un soddisfacente sollievo dei sintomi, un approccio chirurgico può essere necessario per ritardare l’ingrossamento della prostata. Se si osservano gravi sintomi di IPB quali bisogno cronico di urinare, ricorrenti tracce di sangue nelle urine, calcoli alla vescica o infezioni croniche del tratto urinario, la terapia farmacologica non è l’approccio migliore. La presenza di sintomi avanzati indica che un approccio chirurgico è necessario per combattere l’IPB.

Una soluzione semplice, sicura ed efficace per combattere l’IPB – il laser GreenLight PVP

L’avanguardia dei Sistemi Laser GreenLight PVP offre un’unica soluzione soddisfacente per i sintomi di iperplasia prostastica benigna. Si tratta di un trattamento minimamente invasivo che utilizza un sistema laser di grande potenza GreenLight che vaporizza e rimuove con precisione i tessuti della prostata ingrossata – un processo noto come “foto-vaporizzazione della prostata,” o “FVP (PVP)”.

Durante la procedura laser Greenlight PVP, una sottile fibra è inserita nell’uretra del paziente attraverso un cistoscopio – uno strumento che consente al chirurgo di esaminare la vescica e la prostata. La fibra rilascia una luce verde, ossia scariche di laser che rimuovono praticamente la totalità dei tessuti interessati. Il medico è così in grado di vedere in modo sicuro e controllare la procedura PVP nell’area interessata e quindi adattarla individualmente. Dal momento che la proliferazione benigna viene vaporizzata e rimossa, il sistema PVP lascia un canale aperto, ed il flusso naturale del urina è immediatamente ripristinato ed i sintomi sono rapidamente eliminati.

La maggior parte dei pazienti saranno in grado di tornare a casa a poche ore dalla procedura e di tornare ad un normale, ma non affaticante, livello di attività entro pochi giorni. La soluzione di foto-vaporizzazione laser GreenLight può essere la risposta a lungo termine per sintomi di iperplasia prostatica benigna (IPB). Naturalmente, come con qualsiasi metodo di trattamento per iperplasia prostatica benigna, i singoli risultati variano a seconda degli individui.

Contattaci per saperne di più sull’iperplasia prostatica benigna e sulla GreenLight laser PVP

 Per ulteriori informazioni sull’IPB o GreenLight PVP laser, non esitate a contattarci


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DAVID B. SAMADI, M.D.
Primario di Urologia, Capo della Chirurgia Robotica presso L'Ospedale Lenox Hill Professore di Urologia presso la Facoltà di Medicina Hofstra North Shore-LIJ
485 Madison Ave. (between 51st-52nd street), 21st floor, New York, NY 10022
Tel: 1-212-365-5000 | Fax: 1-646-692-6744
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